TERCOM

professionisti nella logistica dei container marittimi

Gestione e deposito di qualunque tipo di container e servizi di terminal per tutti gli operatori della logistica del continer marittimo.

Spesso le soluzioni più efficaci sono le più semplici e soprattutto a portata di mano, ma bisogna saperle vedere per poterle cogliere: una soluzione semplice e razionale per incidere in modo drastico e definitivo sui costi diretti e indiretti del trasporto e sul suo impatto sociale (inquinamento, traffico, sicurezza stradale, congestionamento delle aree e città portuali, ecc.) esiste già e non richiede investimenti o compromessi ma solo buona volontà da parte di tutti i soggetti interessati.

Da sempre alla ricerca di soluzioni organizzative e funzionali che permettano di tagliare i costi fissi di gestione e sappiano coniugare l’incremento dei margini di contribuzione con standard qualitativi sempre più elevati, Tercom è attenta alle soluzioni adottate in altri Paesi, guardando però con occhio attento e sensibile a quelle in grado di rispondere in modo adeguato non solo ai problemi contingenti del proprio settore di riferimento, ma che sappiano anche tenere conto di quei risvolti di natura sociale del trasporto, quali l’ambiente, l’inquinamento atmosferico, la sicurezza sulle strade, temi oggi imprescindibili e che hanno posti di preminenza nell’agenda politica europea, visti anche gli obiettivi fissati dall’Europa per il 2020 in materia di sostenibilità ambientale con la strategia 20-20-20:

  • 20% di riduzione dei gas serra
  • 20% di riduzione del consumo energetico
  • 20% del fabbisogno energetico coperto con energie rinnovabili.

Dal 1992, anno della Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo indetta dalle Nazioni Unite (UNCED), nel corso di incontri annuali denominati Conferenze delle Parti (COP), si è cercato di definire dei criteri a cui le politiche delle nazioni aderenti dovrebbero adeguarsi per la progressiva riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, principale causa del riscaldamento globale che ha colpito il pianeta.

I protocolli siglati nel tempo nel corso dei 21 incontri COP – COP21 si è tenuto nell’autunno del 2015 a Parigi – sono stati del tutto inefficaci perché non vincolanti per i Paesi sottoscrittori e pertanto nel corso degli anni, invece che assistere all’auspicata riduzione dei gas serra si è visto un regolare aumento tanto che negli ultimi 10 anni si è visto un loro incremento più rapido che nei tre decenni precedenti.
Gli scienziati oggi dicono che per evitare di arrivare a un punto di non ritorno, per poter cioè sperare ancora di invertire il riscaldamento globale in atto, bisogna contenere il riscaldamento entro i 2 gradi centigradi entro il 2020, ultimo traguardo disponibile, lasciando definitivamente petrolio e carbone in favore delle energie rinnovabili e di nuove tecnologie.
A Parigi i leader di 150 Paesi del mondo hanno discusso di nuovi protocolli comuni e di investimenti da fare (il Primo Ministro italiano ha per esempio annunciato lo stanziamento di 4 miliardi di euro per l’ambiente).

Ma lo studio di nuove tecnologie e la definizione di nuove politiche richiedono tempo e grandi investimenti e intanto cosa si può fare?

Spesso le soluzioni più efficaci sono le più semplici e soprattutto a portata di mano, ma bisogna saperle vedere per poterle cogliere: la risposta migliore viene dall’uso consapevole e razionale di ciò che già esiste e che permetterebbe fin da subito grandissimi risultati, sia dal punto di vista dei costi sia da quello ambientale.

Nel settore del trasporto merci, in attesa che la ricerca scientifica proponga fonti di energia realmente alternative e tecnologie in grado di utilizzarle, l’obiettivo principale su cui convergono tutti gli sforzi è la riduzione dei consumi dei motori, che tuttavia, a fronte di riduzioni assai scarse (parliamo di riduzioni di consumi ed emissioni di gas nocivi nell’ordine del 2-3% in meno rispetto ai precedenti), dall’altro però incidono significativamente sui costi fissi aziendali e, di conseguenza, anche sul costo finale del trasporto e quindi delle merci trasportate e hanno pertanto un’efficacia quasi nulla nella risposta al vero problema, malgrado gli investimenti nella ricerca abbiano ormai toccato livelli inusitati: basti pensare che un marchio come Mercedes ha recentemente investito ben 2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo dei nuovi EURO 6.

Di ben altra entità sono invece le riduzioni possibili già oggi con investimenti minimi!

Per quanto riguarda il nostro settore per esempio, una soluzione semplice e razionale per incidere in modo drastico e definitivo sui costi diretti e indiretti del trasporto e sul suo impatto sociale (inquinamento, traffico, sicurezza stradale, congestionamento delle aree e città portuali, ecc.) esiste già, non richiede investimenti o compromessi ma solo buona volontà da parte di tutti i soggetti interessati e permetterebbe di dare un taglio netto di oltre il 50% ai costi aziendali e sociali del trasporto:

  • riduzione (oltre il 50%) dei consumi di carburante e delle emissioni nocive per l’ambiente
  • riduzione del parco mezzi circolante e quindi dei costi di gestione (personale addetto, capitali immobilizzati, assicurazione, bolli, pedaggi), di manutenzione (ricambi, oli, pneumatici) e di strutture (capannoni e parcheggi), con conseguente riduzione del consumo del territorio
  • riduzione del congestionamento delle aree e delle città portuali e dei tempi di attesa nelle fasi di carico e scarico della merce
  • riduzione del traffico con vantaggi per la sicurezza e la salute delle persone e in termini di usura delle strade
  • riduzione del costo del servizio di trasporto delle merci, maggiori profitti per le aziende e riduzione dei costi dei beni per il consumatore finale

Leggendo queste affermazioni si potrebbe pensare che siano provocazioni pubblicitarie e invece sono le conclusioni di un attentoo studio condotto elaborando i dati del trasporto della provincia di Cuneo, i cui risultati abbiamo trasformato in un progetto che abbiamo voluto battezzare con un nome che ne sapesse sintetizzare l’essenza: T.E.C. – Trasporto Ecologico Container.

Tercom é ben consapevole che le soluzioni innovative debbano essere attentamente vagliate e proprio per questo motivo intende proporre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la realizzazione di un progetto pilota finalizzato a ottenere dati oggettivi e analizzabili con lo scopo di valutare l’efficacia del T.E.C., da tenersi per un periodo significativo di circa 6 mesi su percorsi già testati con trasporti tradizionali.
Ma Tercom è altresì consapevole che da sola non avrebbe un impatto propositivo adeguato e pertanto, sta ora avviando una campagna di informazione presso i decisori politici territorialmente interessati, operatori del settore, opinion maker e associazioni per la protezione dell’ambiente al fine di illustrare i termini del progetto e raccoglierne pareri e l’eventuale sostegno.

Con l’investimento di poche migliaia di euro, il progetto T.E.C. propone soluzioni praticabili fin da subito, a dispetto dei miliardi di euro previsti per opere che ad oggi rimangono un pio desiderio, e quindi siamo fiduciosi che non solo l’esito dei test confermerà i nostri calcoli, ma anche che in futuro questo sistema porterà grandi vantaggi in altri settori del trasporto, avviando un circolo virtuoso per tutto il comparto.

Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sul Progetto T.E.C. può contattarci attraverso i recapiti disponibili alla pagina Contatti.

Una risposta a Un taglio del 50% ai costi del trasporto senza dimenticare l’ambiente!

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